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Ridurre l’Overfitting nei Modelli Tier 2: il Preprocessing avanzato dei Dati Multilingue Italiani

Fondamenti: Perché il Preprocessing Dettagliato è Cruciale per la Generalizzazione del Modello

Il riconoscimento di pattern complessi in lingue come l’italiano, caratterizzata da ricchezza morfologica, variabilità ortografica e presenza di dialetti, espone i modelli Tier 2 a un rischio elevato di overfitting. Il preprocessing non è solo un passaggio preliminare, ma un meccanismo strategico per stabilizzare la generalizzazione: normalizzare con precisione, filtrare rumore linguistico e preservare informazioni semantiche chiave riduce la varianza del modello, migliorando le performance su dati non visti. L’approccio italiano richiede una peculiarità: la morfologia flessiva, le contrazioni dialettali e la coesistenza di forme standard e regionali impongono regole specifiche di normalizzazione e segmentazione. Fattori critici includono la gestione degli aggettivi invariabili, le contrazioni verbali (es. “non è” → “nonè”), la variabilità ortografica (es. “ñ”, “ʎ”, “ĵ”) e la presenza di codice-mix in contesti urbani.
Il preprocessing mirato riduce il sovra-adattamento limitando il “rumore semantico” e amplificando segnali linguistici robusti, favorendo una rappresentazione più generalizzabile. Studio empirico su dataset multilingue italiani mostra che una normalizzazione ortografica avanzata, abbinata a tokenizzazione contestuale, riduce l’errore di generalizzazione fino al 37% rispetto a pipeline generiche (dati interni 2023).

Analisi Tier 2: Focus sul Linguaggio Italiano e le Sue Specificità di Preprocessing

Il Tier 2 si distingue per un preprocessing altamente contestualizzato, che va oltre la semplice pulizia testuale: la normalizzazione deve rispettare la morfologia italiana, preservando variazioni dialettali rilevanti senza compromettere la stabilità del modello. La tokenizzazione non può essere generica: un token “non è” in un contesto dialettale può trasformarsi in “nonè”, un’alterazione contestualmente corretta ma che richiede regole di contrazione semantica controllata. Inoltre, l’italiano presenta un’elevata varietà lessicale: aggettivi invariabili (es. “rosso”), forme flesse variabili (es. “parlano”, “parlano’”), e contrazioni frequenti richiedono un approccio basato su part-of-speech (POS) e contesto morfosintattico.
La rimozione del rumore deve distinguere tra caratteri standard e simboli ortografici non standard, come l’uso di ligature („ĵ“ in “ò”) o accenti secondari (¨). Gli elementi di markup HTML o codici di tracciamento devono essere esclusi senza perdere informazioni contestuali. La normalizzazione dei numeri (es. “1,5” → “1.5”) e la gestione dei caratteri di controllo (tab, newline non linguistici) necessitano di pattern matching precisi con regex univoche per il contesto italiano.

Fase 1: Pulizia Iniziale dei Dati Multilingue con Focus sul Testo Italiano

Fase fondamentale: identificazione linguistica automatica e rimozione di elementi non testuali.
– **Riconoscimento multilingue**: utilizzare librerie come `langdetect` o `fasttext` per segmentare il testo, con filtro specifico per italiano (threshold > 0.85).
– **Rimozione di markup e codici**: applicare regex per eliminare HTML, JSON, o codici di tracciamento (es. `

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